{"id":3255,"date":"2018-04-17T13:31:52","date_gmt":"2018-04-17T11:31:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.apgpsicoterapia.it\/?p=3255"},"modified":"2018-12-17T15:46:01","modified_gmt":"2018-12-17T14:46:01","slug":"mercoledi-18-aprile-2018-calendario-scientifico-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.apgpsicoterapia.it\/2018\/04\/mercoledi-18-aprile-2018-calendario-scientifico-2018\/","title":{"rendered":"Mercoled\u00ec 18 aprile 2018 – Calendario Scientifico 2018"},"content":{"rendered":"
Mercoled\u00ec\u00a0 18 aprile 2018 h. 21 in V.le Gran Sasso, 22 \u2013 Milano<\/em> mercoled\u00ec 18 aprile 2018, ore 21.00<\/em><\/p>\n Per una concezione estesa del mito edipico:<\/strong> Per interrogarsi sulla presenza e le caratteristiche del complesso edipico in soggetti, appartenenti a culture molto diverse tra loro bisognerebbe innanzitutto sapere cosa includere nell\u2019Edipo e quali siano le forme specifiche del suo manifestarsi. Nel convegno francofono di Bilbao del 2012, fu suggerito di riferirsi agli \u201cEdipi\u201d anzich\u00e9 all\u2019Edipo. Ci\u00f2 significa riconoscere che il mito sofocleo che ispir\u00f2 S. Freud, si pu\u00f2 rifrangere in molte forme diverse, generando narrazioni anche molto lontane dal mito classico. Nell\u2019E<\/i><\/span>dipo<\/i><\/span> <\/i>re<\/i><\/span> <\/i>del tragico greco convergono i racconti, le leggende e i miti che appartengono a una tradizione orale e tribale anteriore, varianti del nucleo narrativo della tragedia attica che noi conosciamo. Questa originaria complessit\u00e0 si \u00e8 estesa nel tempo e nello spazio diffondendosi fino ai giorni nostri nell\u2019opera di scrittori (come ci ricorda K\u00e9r\u00e9ny) appartenenti ai pi\u00f9 vari mondi culturali dell\u2019Occidente. Ognuno di loro ha introdotto varianti del mito, riformulandolo e adattandolo al proprio tempo e alla propria sensibilit\u00e0. La mitologia comparata scopre innumerevoli racconti edipici nei luoghi e nei tempi pi\u00f9 diversi e sotto un\u2019infinit\u00e0 di travestimenti. La mitologia asiatica, i romanzi e le narrazioni autobiografiche appartenenti alla cultura orientale o a quella africana mostreranno sicuramente caratteristiche specifiche dell\u2019Edipo con trasformazioni, spostamenti, rimozioni e scissioni peculiari culturalmente condizionate e ordinate. Freud stesso (1925-26) che gradualmente riconobbe il carattere ubiquitario dell\u2019Edipo, afferma che nella tragedia sofoclea viene colta, nella pienezza del suo significato affettivo, una legge generale dell\u2019accadere psichico, espressione della natura inconscia dei desideri proibiti, incestuosi, aggressivi e crudeli dell\u2019essere umano. Ma dopo la scoperta freudiana dell\u2019Edipo possiamo considerare edipiche anche narrazioni in cui non solo \u00e8 valorizzato il patricidio e l\u2019incesto come aveva fatto Freud, ma anche i molti elementi nei quali il mito pu\u00f2 essere scomposto, per cogliere la fenomenologia delle molte fantasmatizzazioni in cui il mito di Edipo pu\u00f2 prendere forma in ciascun caso. Per esempio: l\u2019abbandono figlicida da parte del padre Laio del figlio Edipo, la sua volont\u00e0 di sapere, la colpa tragica, la castrazione oculare, l\u2019estensione transgenerazionale della colpa, il suicidio della madre e altro ancora. Gli elementi del mito infatti si ritrovano raramente al gran completo, in un\u2019unica narrazione coerente e stabile. Le singole tessere del mito possono ricombinarsi in modo parziale per generare sempre nuovi racconti. Non occorre che il mito sia espresso nella sua totalit\u00e0: esso pu\u00f2 comportare allusioni, frammenti, trasposizioni, omissioni, cambiamenti dell\u2019azione incestuosa in una combinatoria non infinita, ma sicuramente molto pi\u00f9 estesa del mito di partenza. La capacit\u00e0 di riconoscere l\u2019Edipo nei suoi innumerevoli camuffamenti \u00e8 un elemento assolutamente preliminare a qualsiasi discussione sulla presenza dell\u2019Edipo nelle pi\u00f9 diverse culture e sulla sua ipotetica universalit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n Presenter\u00f2 un esempio di queste trasformazioni narrative a proposito del caso di un giovane paziente africano, per la precisione senegalese, giunto alla mia osservazione all\u2019ambulatorio psichiatrico del servizio universitario per stranieri che dirigo. In questa vicenda mi sembra evidente, al di l\u00e0 delle differenze culturali, la dimensione del conflitto edipico come \u201ccuore pulsante della vita universale\u201d (Lopez) che a mio parere non andrebbe minimizzato, come frequentemente accade nella odierna psicoanalisi, ma valorizzato per la sua funzione decisiva nel processo di soggettivazione. Esso sta al fondo di una vasta serie di specificazioni: il superamento e l\u2019elaborazione delle angosce di base, la definizione dell\u2019oggetto amoroso, le forme dell\u2019emancipazione, la definizione del potere personale, il grado di autonomia del soggetto dalla e nella collettivit\u00e0 e la sua dipendenza dalle idee, dai miti e dai riti in essa presenti, attraverso il linguaggio, le usanze, le credenze e le narrazioni.<\/span><\/span><\/p>\n Andrea Jannaccone Pazzi<\/a>:<\/strong> introduce e coordina.<\/cite><\/p><\/blockquote>\n
\nil Calendario scientifico 2018 di APG presenta le seguenti relazioni:<\/em><\/p>\n4a serata<\/span><\/h4>\n
Vanna Berlincioni:
\n\u201cLe migrazioni forzate e le istituzioni di cura: un approccio etnopsichiatrico\u201d<\/em><\/h4>\n
\ncome interrogarsi sull\u2019Edipo in una dimensione transculturale<\/strong>
\nVanna Berlincioni\u2013(Pavia,Italia)<\/em><\/p>\n