Virginia Lanfranchi<\/a><\/p>\nQuesta pandemia che ci ha colti di sorpresa e impreparati, come un trauma che irrompe all\u2019 improvviso, mi sembra stia facendo da amplificatore alle possibili difese che la nostra psiche \u00e8 in grado di mettere in atto, rendendo cos\u00ec pi\u00f9 evidente come sia possibile farne uso in modo disfunzionale o protettivo e sano.<\/p>\n
Fin dall\u2018 inizio, abbiamo visto mettere in campo dagli stessi governanti, meccanismi difensivi di negazione (\u201c\u00e8 una influenzina!\u201d), se non di scissione e proiezione (\u201cin Cina si sono ammalati perch\u00e9 mangiano topi!\u201d, se non \u201cgli italiani vivono nei rifiuti, non come noi inglesi!\u201d, fino a \u201cgli europei non sono ricchi come noi americani!\u201d).<\/p>\n
La paura ha sollecitato aspetti persecutori-paranoidi: \u201c\u00e8 un complotto della Cina!\u201d o \u201c\u00e8 un tentativo di instaurare un regime dittatoriale!\u201d fino a \u201cil fine \u00e8 condizionare e controllare le menti!\u201d.<\/p>\n
In altri momenti la reazione \u00e8 stata ipomaniacale con canti e applausi dai balconi, in reazione all\u2019angoscia depressiva della perdita di una normale vita di relazione.<\/p>\n
Tante e diverse le funzioni difensive utilizzate, a fronte di un evento cos\u00ec drammatico e imprevedibile: all\u2018 impatto traumatico, al cui arrivo non si \u00e8 mai preparati, difese cos\u00ec primitive e massicce sono inizialmente inevitabili: \u201cNon posso credere che sia successo veramente! Non pu\u00f2 essere successo proprio a me!\u201d sono i pensieri che chiunque si trova a formulare quando \u00e8 colpito da un evento traumatico, proprio perch\u00e9 il trauma \u00e8 tale perch\u00e9 inatteso e non-pensabile, inimmaginabile. Questa iniziale presa di distanza, pu\u00f2 essere utile se ad essa fa seguito una ripresa della capacit\u00e0 di pensiero, con la messa in atto di difese pi\u00f9 sane e efficaci. \nLa stessa negazione ha una sua importante funzione se permette di proteggere la mente e la nostra quotidianit\u00e0 dal bombardamento giornaliero di notizie nefaste. \nE protegge noi stessi terapeuti, dopo che abbiamo accolte le angosce dei pazienti, in particolare i pazienti che in questo momento lavorano sul \u2018fronte\u2019 sanitario, che ci riversano in seduta vissuti di malattia e di morte.<\/p>\n
Anche il movimento proiettivo-paranoide \u00e8 un tentativo di dare un senso ad un evento che appare incontrollabile e che ci pone in contatto, in forma mai prima avvenuta e in modo collettivo, con un gravoso sentimento di impotenza e precariet\u00e0. \nCome i dispositivi protettivi di cui tanto si parla (mascherine, guanti, schermi\u2026) devono essere utilizzati quando necessari e con modalit\u00e0 funzionali, cos\u00ec tutte le difese psichiche di cui disponiamo, anche le pi\u00f9 regressive, possono essere utilizzate come barriere massicce al pensiero o come filtri protettivi e mobili. \nUna situazione che sconvolge la normalit\u00e0, sollecita emozioni e vissuti fuori dall\u2019ordinario, che possono essere interpretati come patologici oppure come sufficientemente adeguati alla realt\u00e0.<\/p>\n
In particolare, all\u2019inizio di questo evento imprevedibile, le reazioni emotive sono state ugualmente imprevedibili. \nUn paziente preoccupato mi dice: \u201csono diventato ipocondriaco! Mi ascolto continuamente per cogliere eventuali sintomi, come quelli che ho letto!\u201d. \nUn altro mi dice: \u201cSono diventato fobico-ossessivo! Mi lavo spesso le mani e disinfetto tutto!\u201d. \nUna paziente invece racconta di provare senso di colpa perch\u00e9 sta bene col partner, dimenticando tutto ci\u00f2 che accade fuori. \nA questo proposito mi ha colpito quanto ho sentito da un comico alla radio: \u201cSono ipocondriaco e paranoico\u201d dice, \u201ce finalmente posso dire: avete visto che avevo ragione io ???\u201d. \nQuesta battuta mi sembra esprima molto bene come difese in un certo contesto patologiche, possano essere in un altro contesto funzionali, se transitorie e protettive, come nel caso dei pazienti sopracitati. \nIl crinale tra normalit\u00e0 e patologia \u00e8 sottile. Le difese psichiche possono oscillare da un uso rigido e dannoso per la sopravvivenza (all\u2019origine dei ritardi nella messa in atto di misure protettive, di cui alcuni dirigenti si sono resi colpevoli: \u201cNon riguarda noi, solo voi!\u201d) ad un loro utilizzo flessibile e autoprotettivo.<\/p>\n
Un ottimo esempio del pensiero onnipotente, insorto a difesa da una grande angoscia di impotenza, mi \u00e8 stato fornito da una paziente medico che mi racconta inorridita di un collega che, nonostante la febbre, \u201csaltellava\u201d tra i letti in reparto, sostenendo che \u201cnon era niente\u201d, salvo poi essere costretto a casa con problemi respiratori, in preda al terrore di morire per soffocamento. \nLa stessa paziente, valida professionista, mi racconta come si senta, in modo per fortuna transitorio, quasi \u201cinvincibile\u201d quando lavora sul \u201cfronte\u201d in ospedale: un pizzico di onnipotenza serve! …se non \u00e8 un diniego massiccio della propria fragilit\u00e0 come per il collega di cui mi parlava, il quale ha dovuto poi inevitabilmente affrontare quella angoscia di morte che voleva evitare. \nAvere difese sane, come le mascherine, i guanti o gli schermi, vuol dire poterle indossare e abbandonare con libert\u00e0, a seconda della necessit\u00e0 a cui si debba far fronte, finch\u00e8 non si diventa \u201cimmuni\u201d cio\u00e8 in grado di assimilare il trauma che entra, allora, a far parte della nostra storia e del nostro patrimonio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
“Le difese della psiche al tempo del Covid” di Virginia Lanfranchi Questa pandemia che ci ha colti di sorpresa e impreparati, come un trauma che irrompe all\u2019 improvviso, mi sembra stia facendo da amplificatore alle possibili difese che la nostra psiche \u00e8 in grado di mettere in atto, rendendo cos\u00ec pi\u00f9 evidente come sia possibile<\/p>\n
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